Che sia la fine per la piattaforma? - Computermagazine.it
Più tempo passa, e maggiori sono i danni che Twitter sta subendo. La piattaforma blu non ha mai perso così tanti colpi in una volta nel corso di questi anni, e la cosa peggiore è che nessuno sta tentando di risollevare la situazione. Elon Musk stesso, che non sta riuscendo a renderlo un social network migliore, ha pensato di fare l’impossibile.
Assumere un hacker per risolvere i problemi di Twitter? Nessuno lo farebbe, se non Elon Musk ovviamente. Per questo motivo ha appena reclutato George Hotz, che lavorerà per tre mesi al fianco dell’imprenditore per migliorare lo strumento di ricerca del social network. Già, perché a quanto pare serviva un “tecnico” molto esperto.
Potrebbe sembrare una azione più che disperata, e forse lo è. Non per niente sono stati fatti più di 7,500 licenziati nell’arco di pochi giorni, portando la compagnia a vivere quello che potrebbe essere il peggior periodo della sua vita. Oltretutto è stato modificato persino il modus operandi del lavoro che i dipendenti devono svolgere.
Ognuno di loro, o almeno di quelli rimasti, deve inviare una e-mail a Elon Musk per tenerlo aggiornato sullo stato di avanzamento dei lavori a cui è stato assegnato. Secondo le parole dell’imprenditore più ricco d’America, la riorganizzazione dell’azienda vedrà all’inizio grandi difficoltà, stabilizzandosi soltanto dopo.
A conti fatti credere che andrà così è davvero difficile, specialmente se Twitter non è ancora in grado di stare al passo con le altre piattaforme. Per fortuna alcuni sviluppatori si sono offerti per aiutare Elon Musk a sistemare il social network prima che collassi del tutto, e ciò non può che essere una notizia positiva. Ci vorrà sicuramente del tempo prima che anche altri si uniscano alla causa, ma è comunque sia un passo in avanti.
Fra i developer disponibili troviamo Moxie Marlinspike, fondatore dell’applicazione di messaggistica Signal, che a quanto pare si sarebbe offerto per aiutare a proteggere i messaggi privati, da utente a utente, sull’app blu. Così facendo sarà possibile discutere meglio sulla protezione dei direct e della crittografia end-to-end, e magari renderla più simile a WhatsApp da questo punto di vista. Che sia l’inizio di una lunga strada verso il rinnovamento?
? Fonte: www.ansa.it
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