Un personal computer con CPU di appena un single core é riuscito a violare l'algoritmo SIKE in poco più di un'ora - ComputerMagazine.it
E’ stato possibile attraverso un personal computer dotato di CPU single core, che ha “bucato” uno dei quattro algoritmi crittografici per i quali il NIST statunitense aveva raccomandato un’operazione di standardizzazione. Com’è stato possibile? Scopriamo i dettagli.
E’ bastata un’ora appena per violare uno dei quattro algoritmi crittografici che, a detta degli sviluppatori, nemmeno i computer quantistici sarebbero stati in grado di bucare. E invece un personal computer con CPU di appena un single core è riuscito a far leva sulla vulnerabilità dell’algoritmo ed a violare la sua base matematica di crittografia.
L’algoritmo violato si chiama SIKE, acronimo di “Supersingular Isogeny Key Encapsulation”, basato su un principio matematico crittografico definito SIDH, ovvero “Supersingular Isogeny Diffie-Hellman”.
Proprio la sua base matematica ha dimostrato di possedere in seno la vulnerabilità che ha reso possibile la violazione dell’algoritmo, a causa del teorema sviluppato 25 anni fa, nel 1997, dal matematico Ernst Kani e definito “Teorema Glue & Split”.
“La vulnerabilità appena scoperta è chiaramente un duro colpo per SIKE”, ha dichiarato il professor David Jao, presso la Facoltà di Matematica dell’Università di Waterloo in Ontario, Canada, co-inventore dell’algoritmo SIKE.
Secondo il professor Jao, la vulnerabilità è causa della natura imperfetta del dominio della matematica pura per i crittografi, ed ha definito l’approccio dei ricercatori come “davvero inaspettato”.
E Microsoft li ha premiati con 50 mila dollari per la loro scoperta, i cui risultati sono stati pubblicati attraverso il documento “An Efficient Key Recovery Attack on SIDH (Preliminary Version)”, consultabile a questo link.
Senz’altro la scoperta consente di muovere importanti passi avanti verso l’ottimizzazione di algoritmi sempre più sicuri ed in grado di contrastare attacchi – anche di tipo quantistico – contro la sicurezza di dati e di informazioni digitali.
Alcune applicazioni lavorano silenziosamente in background più di quanto molti utenti immaginino. Molte persone hanno…
Alcuni browser diventano sempre più pesanti nel tempo: spesso il problema si nasconde tra estensioni…
Molti PC restano attivi per ore senza motivo: il peso reale si scopre soltanto a…
Molti PC sembrano invecchiare troppo presto, ma spesso il vero problema è nascosto tra file…
Dopo gli aggiornamenti molti telefoni sembrano invecchiare all’improvviso: spesso il problema è più semplice del…
Meno squilli, meno fastidi e più controllo: una funzione WhatsApp può rendere le giornate digitali…