In Kazakistan costruiranno il più grande impianto di idrogeno del mondo (by Adobestock).
Sorgerà in Kazakistan e sarà fondamentale per la produzione di idrogeno green e lo sviluppo del fotovoltaico.
Novità importantissime in arrivo nel percorso della crescita energetica sostenibile, di cui l’idrogeno green rappresenta uno dei pilastri essenziali. E’ stato difatti appena stipulato un accordo tra l’azienda svedese Svevind e la kazaka Kazakh Invest National Company JSC per la realizzazione di quello che sarà il più grande impianto al mondo per la produzione di idrogeno green.
Svevind si occupa dal 1998 di energia eolica su larga scala, mentre a Kazakh Invest National Company JSC vengono affidati da tempo gli investimenti nella Repubblica del Kazakistan, dove sorgerà la nuova fondamentale struttura che passa per
l’installazione di impianti eolici e fotovoltaici della capacità totale di circa 45 GW. Una portata mostruosa, se si pensa che l’attuale “record” appartiene alla Air Liquid Canada con un bottino nettamente inferiore di appena 20 Megawatt.
Visibilmente soddisfatto il presidente del consiglio di amministrazione della Kazakh Invest Meirzhan Yussupov, che ha subito sottolineato come l’energia dell’idrogeno sia “molto produttiva, tecnologica ed efficiente da usare. Questa risorsa energetica può essere utilizzata nei trasporti, nella vita quotidiana, nell’energia e nell’industria”. L’accordo con Svevind peraltro mira ad implementare le straordinarie risorse naturali del territorio con le competenze dell’azienda nello sviluppo di strategie green.
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Se il progetto dovesse andare in porto, il Kazakistan entrerebbe di diritto tra i paesi leader a livello mondiale nel settore delle energie rinnovabili e in particolare dell’idrogeno. Dettaglio da non trascurare affatto – aggiunge poi Wolfgang Kropp (socio di maggioranza e Ceo di Svevind)- è che ” i costi di produzione sarebbero altamente competitivi“, mentre il suo collega Meirzhan Yussupov rincara la dose specificando ulteriormente che “lo sviluppo a basse emissioni di carbonio è in linea con la direzione strategica di sviluppo della Repubblica del Kazakistan e gli obblighi assunti nel quadro degli accordi internazionali”.
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Si prevede che i lavori dureranno complessivamente dai tre ai cinque anni, ultimati i quali ne serviranno almeno altri cinque per la messa in servizio. Il disegno però è solido e lascia ben sperare un Paese che attualmente fonda la propria economia sull’esportazione di petrolio, ma potrebbe rigenerarsi completamente con la commercializzazione delle energie rinnovabili nell’ottica di una decarbonizzazione sempre più in linea con il trend globale.
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