Gli esoscheletri che abbiamo imparato a conoscere attraverso varie pellicole hollywoodiane, si pensi ad esempio ad Iron Man, il famosissimo supereroe della Marvel, ma anche a Edge of Tomorrow con protagonista Tom Cruise, potrebbero divenire a breve realtà.
Sono infatti diversi i progetti di società internazionali che mirano ad integrare la robotica con le neuroscienze, per dare vita ad apparecchi cibernetici esterni che permettono il potenziamento delle capacità fisiche a chi lo indossa. Si tratta di fatto di una muscolatura artificiale che può essere utilizzata non soltanto a livello militare, come appunto ci insegnano i film d’azione, ma anche e soprattutto a livello medico; pensate ad esempio ad una persona che non può camminare e che grazie ad un esoscheletro potrebbe tornare alla vita di prima, e non solo.
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Gli esoscheletri che di fatto “trasformano” una persona in un robot, permettono il potenziamento delle capacità fisiche di un essere umano a livello di forza e resistenza, e nel contempo, garantiscono a chi è affetto da gravi handicap di vivere una vita quasi normale. Si tratta quindi di strumenti che potrebbero rivoluzionare la vita come la conosciamo attualmente, ma ciò ovviamente avverrà quando gli stessi saranno disponibili per tutti e con costi non esorbitanti. Fra le principali aziende che hanno investito in questa tecnologia vi è la SuitX: “Noi abbiamo progettato e lanciato l’armatura Phoenix – le parole del fondatore, Homayoon Kazerooni – disponibile a circa 40.000 dollari. Ma presto questi dispositivi alla fine verranno venduti nei negozi di ferramenta. Man mano che i prezzi scenderanno, potrete semplicemente acquistarli a Home Depot”.
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Simile il pensiero di Adrian Spragg di Accenture, esperto di tecnologie: “L’integrazione di uomini e macchine in un unico sistema – le sue parole – apre un nuovo regno di opportunità. Molte delle prime applicazioni si sono concentrate su applicazioni militari e mediche, ma negli ultimi anni c’è stata un’esplosione di utilizzo in una serie di casi”. Al momento gli esoscheletri sono attivati in maniera meccanica ma non è da escludere che in futuro possano essere collegati al cervello di chi li indossa, permettendo quindi un connubio perfetto e naturale.
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