Cervello più grande in estate, perchè? (Foto Esquire.com)
Lo sapevate che in estate il nostro cervello diventa più grande? Già, proprio così, durante i mesi caldi, complice appunto l’innalzarsi della temperatura esterna, la nostra massa cerebrale si “gonfia”, raggiungendo delle dimensioni maggiori rispetto a quelle che invece si registrano nelle stagioni fredde, autunno e inverno.
A scoprirlo sono stati gli scienziati dell’Olin Neuropsychiatry Research Center dell’Hartford Hospital (Connecticut, Stati Uniti), che hanno condotto uno studio su ben 3 mila pazienti sani, analizzati per 15 anni. Ne è emerso appunto che la temperatura incide sull’ingrandimento e il restringimento di diverse parti del nostro cervello. Stando a quanto sottolineano i ricercatori: “Il cambiamento della luce diurna è un fattore significativo negli studi stagionali, ma pochi studi hanno preso in considerazione le condizioni meteorologiche e nessuno studio ha esaminato gli effetti del tempo sul volume cerebrale. Il tempo è spesso descritto come temperatura, precipitazioni e velocità del vento, ma il driver più significativo del tempo è la pressione barometrica. A differenza della temperatura e dell’umidità che sono ben controllate negli ambienti di scansione MRI, la pressione è onnipresente e quindi una buona variabile meteorologica da esplorare”.
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Stando alle scansioni cerebrali effettuate, è emerso che il volume della materia grigia sottocorticale dei soggetti, è diminuito nel periodo che va da gennaio a luglio, mentre fra agosto e dicembre è aumentato; inoltre, le dimensioni della corteccia cerebrale sinistra e destra dei soggetti analizzati, è aumentata fra gennaio e giugno, e diminuita fra luglio e dicembre. Al momento non vi è ancora una spiegazione precisa a tale particolare fenomeno, ma è certo che il flusso sanguigno e l’ossigeno possano giocare un ruolo importante in tal senso.
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Si sa invece che i mal di testa possono aumentare a seconda delle stagioni, e di solito la vendita di anti-infiammatori aumenta quando la pressione barometrica diminuisce. Ovviamente si tratta di risultati ancora preliminari che come ci insegna la medicina e la scienza, andranno approfonditi nel tempo, ma potranno essere molto utili proprio per provare a combattere ancora di più il mal di testa, una piaga che affligge miliardi di persone nel mondo, a volte in maniera cronica e molto dolorosa.
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