Il vaccino J&J affiancherà quelli di Pfizer e Moderna negli States (image by steven cornfield from unsplash)
Il vaccino di Johnson & Johnson riceve parere favorevole unanime dal panel consultivo dell’agenzia del farmaco USA. È il primo monodose autorizzato.
Approvazione a un passo per il vaccino di Johnson & Johnson. Prodotto da Janssen, la costola farmaceutica di J&J, venerdì 26 febbraio 2021 il medicinale ha ricevuto il via libera unanime del comitato consultivo su vaccini e prodotti biologici della Food and Drug Association, ovvero l’agenzia del farmaco americana.
Il prossimo step consiste nell’ok definitivo della stessa agenzia; dopo di che gli Stati Uniti potranno aggiungere il terzo medicinale anti-Covid alla loro campagna vaccinale, che per ora impiega quelli di Pfizer/BioNTech e Moderna. Sarà inoltre il primo a richiedere una sola somministrazione.
Pur offrendo una protezione dal Covid inferiore ai farmaci già in uso, il vaccino J&J rappresenterebbe un enorme aiuto nel ridurre il numero di casi gravi, ospedalizzazioni e di conseguenza decessi. Il fatto che sia un monodose, peraltro, dimezza di fatto i tempi di distribuzione, facendo sì che possa risultare un aiuto decisivo a livello strategico.
Infatti, gli studi condotti da J&J negli Stati Uniti hanno mostrato un’efficacia del 72%, contro il 95% di Pfizer e il 94% di Moderna. A livello globale, la protezione si attesta intorno al 66%, ma con ottime capacità di scongiurare le forme più violente di Covid, incluse quelle causate dalle varianti come la sudafricana, una delle più preoccupanti. Se si considera solo la riduzione delle ospedalizzazioni, allora la percentuale di successo del monodose di Janssen balza all’85%. Un alleggerimento non indifferente per il sistema sanitario.
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I punti a favore non sono finiti. Buone notizie anche sul fronte logistica: al di là della necessità di una sola iniezione, il farmaco si conserva per due anni a -20 gradi centigradi, dei quali “almeno tre mesi” a temperature comprese tra i 2 e gli 8 gradi centigradi, ossia quelle di un normale frigorifero. Immaginate cosa questo voglia dire in termini di stoccaggio e distribuzione. Uno dei nodi di Pfizer/BioNTech, ad esempio, è proprio che vada conservato a -70 e che, ove esposto a temperature tra i 2 e gli 8 gradi, non sopravviverebbe oltre i cinque giorni.
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Ricordiamo che il neo presidente Joe Biden ha fissato l’obiettivo di 100 milioni di vaccinati entro i primi cento giorni del suo mandato, scattato lo scorso 20 gennaio. Finora l’America è addirittura in vantaggio sull’ambiziosa tabella di marcia, visto che in 38 giorni la quota delle vaccinazioni ha già sforato i 50 milioni.
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