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Youtube punta sugli Hashtag: ecco la landing page. Ma…

Hashtag, un nuovo modo di vivere i social. Una parola diventata nel corso degli ultimi anni, un luogo comune. Presente perfino nel vocabolario: letteralmente un tipo di tag utilizzato come aggregatore tematico, per rendere più facile la ricerca di un contenuto specifico. In pratica è un “cancelletto” seguito da una parola o una frase che identifica uno stato d’animo.

Hashtag (Adobe Stock)

Il boom ha invaso anche Youtube, che li ha sempre utilizzati anche se in modo meno assillante e preponderante: un utente inserendo un hashtag nella descrizione dell’autore del video può vedere ciò che è correlato. Ora, però, la piattaforma web 2.0 californiana, fondata il 14 febbraio 2005, acquistata da Google nell’ottobre 2006 per circa 1,65 miliardi di dollari, lancia le pagine per gli hashtag.

Youtube, la landing page e il nodo algoritmo

Youtube (Adobe Stock)

La landing page è una pagina web che un internauta raggiunge dopo aver cliccato un link o una pubblicità. E’ sviluppata per trattare specifici argomenti: mostra contenuti che sono un’estensione del link o della pubblicità ed è ottimizzata per una specifica parola chiave, o frase, per “attrarre” i motori di ricerca. Un hashtag, appunto.

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L’utilizzo classico è nell’ambito di programmi di promozione come AdWords di Google, Zanox o TradeDoubler. Ora anche Youtube. “Di recente abbiamo aggiornato il modo in cui raggruppiamo i contenuti, aiutando gli utenti a scoprire i video tramite hashtag”. Così parlò Jensen, del Team YouTube.

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In precedenza, se si cercava un hashtag o si facevi clic su un hashtag su YouTube, usciva una combinazione di contenuti, utilizzando l’hashtag nel video e altri contenuti correlati”. Ecco la novità: “Adesso – prosegue Jensenchiunque clicchi su uno specifico hashtag su YouTube, sia sul desktop che sull’app mobile, vedrà una nuova pagina dedicata che contiene solo i video su quell’argomento, che sono ordinati per mantenere i migliori video in alto”.

YouTube spiega che i video migliori verranno mostrati nella parte superiore della landing page. Il problema, tutt’ora, è che non è ben chiaro l’algoritmo: i video mostrati sono in ordine casuale, senza una distinzione temporale chiara né in base alla “viralità” data dalle visualizzazioni.

Continueremo ad apportare ulteriori aggiornamenti agli hashtag su YouTube in futuro, quindi resta sintonizzato per ulteriori informazioni da parte nostra”. Attendere, prego.

Antonino Gallo

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