Android Auto (Adobe Stock)
Uno strumento con il quale molti automobilisti stanno convivendo praticamente da un lustro, da quel 19 marzo 2015 quando Google decise di pubblicare Android Auto, uno standard sviluppato dal colosso di Mountain View e basato su smartphone, per consentire ai dispositivi mobili (naturalmente con il sistema operativo Android) di essere utilizzati mediante la head unit del cruscotto.
Google ha in mente di migliorare ulteriormente quello strumento che consente a un automobilista di controllare la mappatura GPS/navigazione, di riprodurre la musica, di poter utilizzare SMS, telefonia e ricerca sul web annessi, sia attraverso il touch screen sia con i comandi vocali, al fine di garantire una guida sicura. Maps, Google Play Music, Spotify, Songza, Stitcher, iHeart Radio e TuneIn compatibili con Google.
Il colosso di Mountain View starebbe lavorando per offrire la possibilità di usare Android Auto gestendo più schermi. Con un multidisplay, appunto. L’automobilista in pratica potrà posizionare l’interfaccia di Google Maps sul display del cruscotto e controllare la riproduzione audio sul display del telefono.
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C’è da attendere, a quanto pare, prima della sua pubblicazione. Idea concreta ma ancora allo stato primordiale, come confermato da Reddit, secondo cui la funzione non è per niente ottimizzata, né per ora testare altre app di navigazione, al di fuori di Google Maps.
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Attualmente case automobilistiche che offrono Android Auto sono un bel po’: da Abarth ad Acura, passando per Alfa Romeo, Audi, Bentley, Chevrolet, Chrysler, Dodge, Fiat, Ford, Honda, Hyundai, Infiniti, Jaguar, Jeep, Kia, Maserati, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Opel, Peugeot, RAM, Renault, Seat, Škoda, Subaru, Suzuki, Toyota, Volkswagen, Volvo. Tra i fornitori Kenwood e Pioneer.
Dalla versione 10, Android Auto non è più una app autonoma: le sue funzioni sono tecnologia integrata nel telefono, periodicamente aggiornata tramite Google Store ma non più disinstallabile e visualizzabile sullo smartphone.
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