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Bonus smart working in arrivo? Potrebbe coprire luce ed internet

Bonus smart working in arrivo? (Corriere.it)

Il governo starebbe pensando di introdurre un nuovo bonus riguardante lo smart working. In poche parole, come riferisce Skytg24.it, si tratterebbe di un incentivo erogato dallo stato che andrebbe a compensare le entrate ridotte in busta paga dei lavoratori, a causa degli straordinari e dei buoni pasti non fruiti da chi appunto lavora da casa. Nel dettaglio, come riferisce anche Repubblica, il bonus legato allo smart working andrebbe in particolare a compensare le utenze, ovvero, le spese legate ad esempio alle bollette della corrente o dell’abbonamento a internet, di modo da garantire appunto un ritorno a quei lavoratori che, nonostante abbiano continuato ad operare, hanno visto la busta paga ridursi sensibilmente da quando è scoppiata la pandemia di covid. Ovviamente una persona che lavora da casa non riceve i buoni pasto, e anche gli straordinari non si adattano al lavoro agile, soprattutto perchè difficili da calcolare dal punto di vista fiscale.

Bonus smart working in arrivo? (Corriere.it)

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BONUS SMART WORKING IN ARRIVO? TANTI I NODI DA RISOLVERE

La situazione si complica ulteriormente per quanto riguarda gli straordinari nel settore pubblico: “Nel privato – le parole di Ilario Alvino, professore di diritto del lavoro all’Università La Sapienza, a SkyTg24.it – si può risolvere con gli straordinari forfettizzati, ma nel pubblico vengono pagati solo a fronte dello svolgimento effettivo della prestazione. Di regola però gli straordinari sono poco coerenti con il lavoro agile, dal momento che si lavora per obiettivi”. C’è anche la questione dell’indennità di turno, che nella PA vale circa 200 euro: “Molti lavoratori percepiscono anche l’indennità di turno – le parole di Florindo Oliverio, segretario Fp Cgil –, anche questa incompatibile con lo smart working: nei salari della Pa vale in media 200 euro. I buoni pasto valgono circa 160 euro al mese. Se si considerano anche gli straordinari, si capisce perché ci sono stati lavoratori che avrebbero avuto diritto a continuare a lavorare in smart working da settembre, e che hanno chiesto una certificazione speciale di buona salute pur di tornare in ufficio: non si potevano permettere uno stipendio decurtato”. Tutte questioni che verranno probabilmente regolate nelle prossime settimane.

Roberto Mazzucchelli

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