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Curiosità

Gli Alieni hanno inviato un segnale alla Terra, e a dirlo non è l’ultimo dei santoni…

Il prof. di Harvard e la teoria degli alieni sulla Terra (Foto sito Harvard)

Gli alieni sono stati sulla terra ed esistono, e a dirlo non è l’ultimo sedicente “santone” scoperto da Striscia la notizia, bensì uno stimato professore di Harvard, una delle più autorevoli università non soltanto degli Stati Uniti ma dell’intero globo. Avi Loeb, il prof in questione, ha spiegato che poco più di tre anni fa, nel 2017, un oggetto non identificato soprannominato Oumuamura, è stato avvistato sulla Terra, e secondo lo stesso rappresenterebbe la prova inequivocabile di presenza extraterrestre. Intervistato dal New York Post ha detto: “Cosa sarebbe successo se un uomo delle caverne avesse visto un cellulare? Avendo visto pietre tutta la vita, avrebbe pensato ad una pietra scintillante. Certa gente non vuole discutere della possibilità che ci siano altre civiltà là fuori, credono che siamo speciali e unici. Io credo che sia un pregiudizio che dobbiamo abbandonare”. Il direttore del dipartimento di astronomia della prestigiosa Università di Harvard ha esternato al meglio la sua tesi nel libro presentato in questi giorni “Extraterrestrial: The First Sign of Intelligent Life Beyond Earth”, che tratta appunto l’argomento Oumuamura.

Alieni sulla Terra? (Foto LaStampa)

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ALIENI SULLA TERRA, IL PROF DI HARVARD E’ CONVINTO: “NON FACCIAMOCI TROVARE IMPREPARATI”

Un argomento, quello della visita degli alieni sulla terra, che lo stesso professore di Harvard aveva trattato già ad aprile 2019, quando, attraverso la rivista scientifica “The Astrophysical Journal Letters”, aveva esternato la sua tesi circa una presenza extraterrestre, un segnale da inviare al nostro pianeta. Molti avevano criticato la posizione di Loeb e di Oumuamura, che significa “primo messaggero che arriva da molto lontano”, ma il prof è pienamente convinto di ciò che sostiene e lo ha ribadito appunto nel suo ultimo libro redatto. “Quell’oggetto non si muoveva come avrebbe dovuto fare un asteroide o una cometa quando si avvicina al sole – aveva spiegato Loeb – c’è sempre un’accelerazione, lì invece rallentò in modo incredibile”. Quindi il professore aveva concluso, parlando al New Yorker: “Al prossimo avvistamento non facciamoci trovare impreparati”.

Roberto Mazzucchelli

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